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Time Zones

Source: Programm Time Zones Fesitival, 1998
Author:

Time Zones

Popol Vuh new.art.project / GoodRoom 1 to 5
Installazione video e installazione acusica con Coro
‘Sospiro di gruppo per la riconciliazione del mondo con gli uomini’
 

Nascita dell’ape
Messa di Orfeo

Musica composta da Florian Fricke
Realizzazione video di Frank Fiedler

Popol Vuh Team ‘98
Florian Fricke
Frank Fiedler
Guillermina De Gennaro (voce)
Maya Rose (voce)
Johannes Fricke

Direzione: Florian Fricke
Luogo: Il labirinto di Molfetta (Bari)
Datas: 20 settembre 1998

GoodRoom 1      Dall’origine al divenire
GoodRoom 2      Nascita dell’ape
GoodRoom 3      Orpheus Room
GoodRoom 4      Silence Room
GoodRoom 5      Whispering Room
 

     *   

note:    

GoodRoom are spaces acoustically transformed, iniziations to a new listening. We’ve lost the listening faculty, we hear so much that we aren’t able to listen anymore.It’s a great loss, especially because the listening faculty allows us to enter into the moment. The sigh has been created by nature. On the opposite of its sister the lament, which goes to the sky, the sigh always goes down, towards for the earth.

Orpheus, the bard, member of the Argonauts.
Oiagros, the god of the river, his father.
Calliope, the Muse, his mother.
His emblems are the bee and the cicada, which are divine animals in friendship with the Muses.
Their singing stimulates the hallucinatory centre of the brain.
Scientist Julian Jaynes (from Princeton University) proved this in 1988.
In the man of today, this faculty (that responds to a frequency band between 3000 and 5000 hertz) has survived only in part.

“GROUP SIGH FOR THE RECONCILIATION
OF THE EARTH WITH HUMAN BEINGS”

Always imprinted with great spirituality, the music of Popol Vuh is being reimagined by their deus ex machina Florian Fricke as a sort of dramaturgy of purity, the constant theatrical representation of its enormous emotional potential.

An idea of music as an initiation rite, as an attack to the most hidden centers of the human brain, made its way in his mind. Absorbed in his studies, he found out (as it is confirmed by the research work done by Julian Jaynes, Ph.D at Princeton University) that bees emit sounds that have a frequency which is actually perceived by a particularly sensitive area of our brain.

It goes without saying that the evocative and visionary cypher of his music has increased, going towards a research of an authentic sound landscape. If the long-term experience at Herzog’s side had already strongly pushed him towards that kind of choices, his most recent works define themselves in more and more hallucinatory formulas.

The event that is revitalizing the historical center of Molfetta is apparently a synthesis of different languages (cinema, video-art and concert) but, as a matter of fact, is much more simply the blueprint of a way (a labyrinth, since that part of Molfetta seems to be a casbah from which everybody fled) that leads to listen to the music with all the senses, a collective sigh.

     *

GRUPPENSEUFZEN ZUR VERSÖHNUNG DER ERDE MIT DEM MENSCHEN

(Strophe 1)
Die Erde und ich sind Eins
ihre Augen und meine Augen
sind Eins
ihre Ohren und meine Ohren
sind Eins

(Strophe 2)
Die Erde und ich sind Eins
ihre Knochen und meine knochen
sind Eins

(Strophe 3)
Die Erde und ich sind Eins
ihr Fleisch und mein Fleisch
sind Eins

(Strophe 4)
Die Erde und ich sind Eins
ihr Blut und mein Blut
sind Eins

(Strophe 5)
Die Erde und ich sind Eins
ihr Atem und mein Atem
sind Eins
ewiglich trägt und liebt sie mich.

Pensieri di FLORIAN FRICKE

Io, i Popol Vuh e la musica
.. si sono scritte un sacco di fesserie sui Popol Vuh; una delle migliori interviste mi é stata fatta, telefonicamente, da un giornalista francese ... alla fine mi si era addormentato il braccio. Spesso i giornalisti si sono lasciati portare dalla loro fantasia, tralasciando la verità. La rivista inglese Sound ha scritto che ero il padre di Brian Eno, ma io sono sicuro di essere il padre di mio figlio e di mia figlia ...

... Popol Vuh: non é chiaro il vero significato di queste due parole; la mia interpretazione é la gente che va verso la luce ...Ho scelto questo nome anche perché a quei tempi ( era il ‘68) tutto doveva avere un sapore rivoluzionario, e poi volevo che fosse testimoniato fortemente il significato di ricerca ...
La musica può aiutarci ad arrivare al centro di noi stessi; in questo senso, la musica può migliorarci, farci progedire, però può essere anche una cosa che distrugge molto, ha dentro di se un aspetto distruttivo. La musica, più che renderci migliori, ci permette di arrivare al centro della nostra mente; non di accedere ad una diversa dimensione della realtà, bensì ad una diversa dimensione della mente. La musica é una chiave di accesso, ma non é l‘unica ...
Prima dei Tangerine Dream, in Germania si ascoltava una musica con testi molto semplici ed orecchiabili, una musica molto commerciale.
Nel ‘68, anno di nascita dei Popol Vuh, accadono una serie di stravolgimenti anche nel campo della cultura e dell’arte; abbiamo voluto portare il riflesso di questo grande movimento. Sicuramente i primi due album (Affenstunde - In den Garten Pharaos) hanno ispirato molti giovani musicisti.
La cosa che mi rammarica di più é che la musica che volevamo neutralizzare a quei tempi, dopo trent’anni é ritornata di moda sotto forma di techno music, spesso molto scadente ...
 

...forse qualcuno si é fatto influenzare dai nostri due primi dischi, però subito dopo, con Hosianna Mantra, abbiamo cambiato direzione artistica, utilizzando fondamentalmente strumenti acustici. Mi dispiace molto che il nostro prodotto sia diventato movimento New Age, anche perché non é insito nella New Age alcun tipo di ricerca. E’sbagliato identificarsi in un movimento, esiste la propria ricerca e la propria creazione artistica. Se avessi continuato per trent’anni la musica di Hosianna mantra, avrei un aura di santità e non sarei quì adesso. La mia ricerca é in continua evolzione, la vita é come un fiore, non é mai uguale ...
... é cambiato l’utilizzo dell’elletronicca nella musica; io ho utilizzato per primo l‘elettronica come supporto. Adesso, invece, é uno strumento per la ricerca dell’anima. Considero positive la opportunità che offrono le nuove tecnologie ...

Io e Herzog
... la cosa più bella che mi ha detto é che la la musica dei Popol Vuh esprime esattamente il senso dell’immagine dei suoi film. E’il più grande di tutti, nonostante abbia vinto tantissimi premi prestigiosi (Cannes, Mosca...), continua a bere la birra dalla bottiglia. Rimane sempre una persona modesta, vive come uno ‘studente fuori sede’, come uno che ha tanta voglias di apprendere....

Io e Time Zones
... ho conosciuto Time Zones attraverso i cataloghi delle scorse edizioni; ho apprezzato in maniera particolare il coraggio e la serietà, nell’affrontare una rassegna musicale, ed ho trovato una serie di convergenze con questo progretto.
Ho fatto degli studi sulla mangna Grecia, é un argomento che mi attrae in maniera particolare, nello specifico Pitagora, i suoi grandi studi e la sua genialità.
Mi sono innamorato di Molfetta, é sicuramente iol luogo più adatto al lavaro che ho immaginato per Time Zones. La zona retrostante il Duomo di Molfetta disegna un labirinto di case bianche molto particolare. Quello che mi piacerebbe fare é di trasformare un labirinto die case e strade in un labirinto di suoni, un labirinto che attraverso immagini e luci sfoci nella rappresentazione teatrale (una sorta di iniziazione, un pò quello che era per gli egiziani). Il labirinto sarà formato da cinque differenti spazi, cinque stati d’animo, e il filo d’Arianna per uscire da questo labirinto sarà il coinvolgimento totale all’interno di questo rituale acustico, cioé lasciarsi trasportate nella respirazione di gruppo che questa installazione prevede nella sua stazione finale. Spero che questra realizzazione sia un incontro tra verità e teatro ...

     *

The old town of Molfetta is a litle gem which we are all fond of as Molfetta inhabitnats, sooner than as public administrators. Our commitment for tis renovation leaps out at everyone’s eye. It is a long and delicate public work, for which many years are needed. Anyway, the Old Village is returning to its ancient splendor, little by little.

Certainly, it’s no coincidence that he number of people who live in the old town centre has considerably increased.

Moreover, it’s no coincidence that Florian Fricke too has "fallen in love with Molfetta and with the area in the back of the Duomo Vechio ( the ancient Cathedral), with its natural labyrinth of old, white, empty houses", in his own owrds.

Events like the "Group sigh for the reconciliation of the Earth with human beings", which we’re ready to live together thanks to Time Zones, certainly help further developing the Old Village. It’s a performance and, at the same time, a cause of attraction for many people that will have the chance to visiit our old town centre for the first time, and that - we’re sure of it - will come back very soon.

Marta Palombella

Councillor for the Arts of Molfetta

     *

Source: All taken from the programmbook of the 1998 edition of the italian Time Zones Festival

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On Location

Bron: The Wire, nr.177, 1998-11
Auteur: A. Covington

 

On Location

foto sounds 70Die fortschrittlichste, ausgereifteste und vielleicht wichtigste deutsche Plattenproduktion will jedoch bis jetzt nich keine Plattenfirma veröffentlichen. Zu wenig expressiv, zu weit voraus, zu aleatorisch erscheint den bei Deutschlands etablierten Plattenfirmen angestellten

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Il Volo di Capitan Cosmo

Bron: Gazzetta del Mezzogiorno, 1998-09-19 
Auteur: N. Morisco

Il Volo di Capitan Cosmo

I Popol Vuh, storico gruppo dell'avanguardia tedesca, apriranno domani sera a Molfetta con il loro Sospiro di gruppo per la Riconciliazione della Terra con gli Uomini, la 13.ma edizione del festival «Time Zones». Con Florian Fricke, che ne è stato anima e corpo in questi trent'anni, abbiamo provato a ricostruire una storia possibile del progetto P.V.

II nome del gruppo è quello dal libro sacro Maya dei morti. Popol vuol dire «unione», «gente»; Vuh «luce», «sole», «divinità». Qual è il significato profondo di questo nome?

«Non è chiarissimo il vero significato di queste due parole. Il  libro è pieno di testi che riguardano miti e iniziazioni degli indios. Scelsi il nome Popol Vuh perché a quei tempi, parlo del '68, tutto doveva avere un sapore rivoluzionario. E poi volevo che fosse testimoniato fortemente il significato di ricerca».

Musica come chiave di accesso a una diversa dimensione della realtà.

 «La musica ha dentro anche un aspetto distruttivo. La musica più che renderci migliori ci permette di arrivare al centro della nostra mente, non di accedere ad una diversa dimensione della realtà ma ad una diversa dimensione della mente. La musica è una chiave di accesso, ma non è l'unica».

La ricerca elettronica dei primi lavori («Affenstunde», «In Den Garten Pharaos») sembrava accomunarvi ai «corrieri cosmici» (Tangerine Dream, Klaus Schulze). Il suono visto quasi come entità assoluta nel solco della più classica tradizione germanica. 

«Allora in Germania circolava solo musica estremamente banale, contesti e suoni molto semplici ed orecchiabili, commerciali. Attorno al 1968 - anno di nascita dei Popol Vuh - tutto si mosse, anche la cultura e l'arte. Noi decidemmo di portare questo grande dinamismo nel nostro suono. La cosa che mi rammarica di più è che la musica che volevamo annientare a quei tempi dopo trent'anni è tornata di moda sotto forma di techno, spesso molto scadente».

Lei è autore delle musiche dei film di Herzog. Recitava persino in «L'enigma di Kaspar Hauser», molti la considerano il suo alter ego musicale.

«La musica dei Popol Vuh esprime esattamente il senso visionario dell'immagine di Herzog, penso a Fitzcarraldo, Aguirre, Nosferatu. Nonostante abbia vinto i premi più prestigiosi (Cannes, Mosca) continua a bere la birra dalla bottiglia, è sempre rimasto una persona modesta. Vive come uno student, come uno che ha tanta voglia di apprendere».

Qualcuno ha cominciato a catalogare i Popol Vuh nel calderone della New Age.

«Se avessi continuato a suonare per trent'anni la musica di Hosianna Mantra, avrei un'aurea di santità e non sarei qui adesso. La mia ricerca è in continua evoluzione. la vita è come un fiore, non è mai uguale. Non mi ritrovo assolutamente nei suoni della New Age e trovo profondamente errato identificarsi in un movimento. Un artista va sempre in una direzione autonoma. personale».

Quanto la tecnologia; largamente utilizzata nelle forme artistiche di oggi, può essere di aiuto all'arte e quanto invece, può contaminare l'autenticità di messaggi?

«E' cambiato l'utilizzo dell'elettronica nella musica, io ho utilizzato per primo l'elettronica come supporto. Adesso, invece, è uno strumento per la ricerca dell'anima. Considero positive le opportunità che offrono le nuove tecnologie».

Come sarà il progetto che presenterà domani sera a Molfetta?

«Ho conosciuto Time Zones con i cataloghi delle scorse edizioni, ne ho apprezzato il coraggio ed ho trovato una serie di convergenze "ideologiche" col mio progetto. Recentemente sono rimasto molto affascinato dalla Magnagrecia, in particolare Pitagora, i suoi grandi studi, la sua genialità. Scendere in Puglia è stata un'occasione imperdibile di scoprirne i luoghi, le atmosfere. Mi sono innamorato di Molfetta, è sicuramente il luogo più adatto al lavoro che ho immaginato. La zona retrostante il Duomo è un labirinto di case bianche che mi piacerebbe trasformare in un labirinto di suoni. La creazione di un labirinto sonoro, attraverso immagini e luci, uni sorta di rito di iniziazione, un po' quello che era per gli egiziani, che sfocia nella rappresentazione teatrale. Il labirinto sarà formato da cinque differenti spazi, cinque stati d'animo, e il mio filo d'Arianna per uscire da questo labirinto sarà il coinvolgimento totale all'interno di questo rituale acustico, cioè lasciarsi trasportare nella "respirazione" di gruppo che questa installazione prevede nella sua stazione finale. Spero che questa realizzazione sia un "mélange" - tra verità e teatro».

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Florian Fricke - Sogni da rilanciare

Bron: Musica, nr.161, p.26-27, 1998-09
Auteur: N. Morisco

 

Florian Fricke - Sogni da rilanciare

foto sounds 70Die fortschrittlichste, ausgereifteste und vielleicht wichtigste deutsche Plattenproduktion will jedoch bis jetzt nich keine Plattenfirma veröffentlichen. Zu wenig expressiv, zu weit voraus, zu aleatorisch erscheint den bei Deutschlands etablierten Plattenfirmen angestellten

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Florian Fricke - il maestro delle piccole emozioni

Bron: Roma, 1998-09-23
Auteur: V. Colangiulu

Florian Fricke - il maestro delle piccole emozioni

- À colloquio con il leader dei Popol Vuh; ospite di Time Zones - 

“Udire è un fenomeno fisiologico, ascoltare é psicologico!" Affermava Roland Barthes. Dovunque oggi ci si trovi quello che percepiamo é prevalentemente rumore. Se tentiamo di ignorarlo ci disturba, se lo ascoltiamo, forse, troveremmo che ci affascina. Il messaggio che lancia Florian Fricke (Leader dei Popol Vuh ed interprete sonoro dei celebri film di Herzog) è questo: «Ascoltare ed ascoltarsi, entrare nel momento, nel presente, attraverso il sospiro.» Cinquanta giovani baresi rappresentano il "coro di razza umana" che sospira insieme ai Popol Vuh per la rappresentazione video-acustica che inaugura la XIII^a edizione di Time Zones '98, (sulla via della musica impossibile).

Sospiro di gruppo per la riconciliazione della terra con gli uomini" é il tema della musica; ma in realtà qual è la tecnica di questo respiro e come ci si avvicina ad essa? Il compositore che è dal '78 fondatore del “Gruppo di lavoro per il canto creativo" ha raccontato la sua lunga esperienza. »Il nostro bisogno di respirare é vitale. Non ci accorgiamo in realtà che respiriamo diciotto volte al minuto e, senza mai pensarci, poiché la frenesia della vita non ci permette di fermarci e dire »io respiro». Se lo facessimo tutti, se ognuno di noi potesse ogni giorno imparare ad "ascoltare" il proprio respiro, troverebbe il suo suono, quello del suo corpo, il suono individuale che s'intona col sospiro della tersa, con l'armo-nia della natura».

Nell'uomo vi sono differenti stati d'animo; ognuno di essi é collegato ad un suono in particolare

 «Sì, ogni stato d'animo ha un suo suono, un suo ritmo, un impulso che occupa una zona particolare del nostro cervello. Ciascuna vibrazione trova l'eco in ogni meandro del nostro corpo, offrendoci emozioni differenti. Grazie all'aiuto di particolari consonanti possiamo scoprire sensazioni che non immaginiamo.»

Quali sono le consonanti più utili?

«La "N" s'irradia dalla zona frontale per poi attraversare tutto il corpo, fino ai piedi. La "L" é strettamente collegata all'epidermide, alle zone sottocutanee, la "K" risuona nello sterno. La pronuncia di "Bssst" é un grande sospiro che simula il canto di, api e cicale. La costante emissione di queste consonanti stimolano il centro allucinatorio del cervello, che nell'uomo ormai é rimasto in minima parte(il livello di frequenze oscilla fra i 3000 e 5000 Hertz).

Ha mai "incontrato" la voce della terra, il suo canto, il suo silenzio?'.

«Ho parlato con la terra, ho percepito il suo canto ed ho respiratocon Lei ad oltre cinquemila metri d'altezza, sulle montagne dell'Himalaya; ma non c'é bisogno di andare così lontano, la terra parla dovunque, siamo noi che non ascoltiamo!»

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